28 giugno 2018 – “Con una sentenza storica la Corte europea dei diritti dell’uomo ha definitivamente confermato che la confisca di beni immobili nel caso di proscioglimento per prescrizione del reato di lottizzazione abusiva non è conforme ai diritti umani” affermano gli avvocati Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci, legali di alcune delle parti.

La sentenza G.I.E.M. e altri c. Italia resa in data odierna dalla Grande Camera della Corte di Strasburgo, ha chiarito in via definitiva che vi è stata una violazione dell’articolo 7 CEDU (che statuisce il principio di legalità) nei confronti di tutte le società ricorrenti, una violazione dell’articolo 6 § 2 CEDU, ovvero del diritto ad essere presunto innocente nei confronti del Sig.  Gironda e una violazione dell’art. 1 del Protocollo n. 1 alla CEDU, ossia del diritto di proprietà per tutti i ricorrenti.

La questione riguardava la confisca di terreni come previsto dalla legislazione nazionale in caso di lottizzazione abusiva. Richiamando la sua precedente giurisprudenza, la Corte europea ha ribadito che l’articolo 7 CEDU precludeva l’imposizione di una sanzione penale a un individuo senza che la responsabilità penale personale fosse stata previamente accertata, anche nel caso di proscioglimento per intervenuta prescrizione del reato. Tra l’altro, i giudici di Strasburgo hanno notato che le società ricorrenti non avevano partecipato a nessuna procedura interna e dunque non potevano essere sanzionate per un reato la cui responsabilità penale sarebbe stata eventualmente imputata ad altri soggetti.

La Corte ha ritenuto inoltre che il sig. Gironda era stato dichiarato colpevole, nella sostanza, dalla Corte di cassazione, in seguito a procedimenti in cui il suo diritto alla presunzione di innocenza non era stato rispettato. E infine che la misura della confisca era stata sproporzionata.

Con questa sentenza la Corte di Strasburgo smentisce la posizione della Corte costituzionale italiana, nella nota pronuncia n. 49/15, che aveva escluso la sussistenza di profili di contrasto della confisca con la CEDU” precisa l’Avv. Anton Giulio Lana.

A questo punto lo Stato italiano dovrà risarcire tutti coloro che hanno subito una confisca non conforme alla Convenzione” conclude l’Avv. Andrea Saccucci.

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